
Per capire questa storia non serve essere programmatori. Serve solo partire da un concetto: le 12 o 24 parole di un wallet Bitcoin devono essere imprevedibili. Se il dispositivo che le crea usa una casualità debole, tutte le altre protezioni — PIN, chip sicuri, custodia senza collegamento a Internet — vengono dopo. È come costruire una porta blindata attorno a una serratura con poche combinazioni.
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Premessa
Questo articolo non afferma che il furto sia stato organizzato da
persone interne a Coinkite. Espone però elementi che rendono legittimo
discutere tre scenari: errore tecnico, negligenza grave o conoscenza
interna della vulnerabilità. Dove le prove non bastano, lo diciamo
chiaramente.
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La trama: dalla nascita di Coinkite al maxi-furto di bitcoin
#000000Peter Gray e Rodolfo Novak lavoravano insieme già prima di Bitcoin, nello studio di applicazioni Ripe Apps. In seguito fondarono Coinkite, azienda canadese che sarebbe diventata conosciuta per prodotti Bitcoin come Opendime e Coldcard. Gray assunse il ruolo tecnico; Novak, conosciuto online come NVK, divenne il volto pubblico dell’azienda.
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I protagonisti e i termini chiave Quattro riferimenti essenziali per capire il caso Coldcard.
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Cronologia — parte 1
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Cronologia — parte 2
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Il messaggio di NVK del dicembre 2020
Traduzione: «Scommetto che la gente riuscirà a perdere i propri bitcoin da sola prima che un produttore tenti un retirement attack. In alternativa, si potrebbero semplicemente usare i dadi». All’epoca era una battuta. Dopo il 2026, viene letta con tutt’altro tono.
La scelta che fa nascere il dubbio: perché proprio la creazione del seed?
Alekos Filini è uno sviluppatore Bitcoin italiano. Dopo l’esplosione del caso ha analizzato la cronologia del codice Coldcard e pubblicato un rapporto riproducibile su GitHub. Il suo obiettivo dichiarato non è accusare qualcuno, ma mostrare cosa fece realmente la modifica del 1° marzo 2021.
La sua osservazione più importante non è semplicemente «il generatore era sbagliato». È più precisa: la migrazione non spostò tutto nello stesso modo. Molte funzioni continuarono a usare il generatore fisico sicuro. Solo due parti particolarmente delicate vennero spostate sul nuovo percorso: il modulo comune della casualità e la creazione del seed.
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La modifica, tradotta dal codice all’italiano
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Questo non dimostra un’intenzione criminale. Dimostra però che non fu una sostituzione automatica di tutti i vecchi nomi. Fu una scelta selettiva: altre funzioni rimasero sul generatore fisico, mentre la parte più importante per la sicurezza del wallet cambiò strada e non tornò più indietro per oltre cinque anni.
Filini mostra anche perché i test non si accorsero del problema. Le prove controllavano che i numeri sembrassero casuali — ben distribuiti e senza ripetizioni evidenti — non che fossero veramente imprevedibili. Un generatore software deterministico può superare facilmente questo tipo di test.
Leggi l’analisi completa di Alekos Filini su GitHub. Il rapporto include i comandi con cui chiunque può ripetere le verifiche.
Il mistero di “switch”: pseudonimo, profilo e firma digitale
La libreria libngu era pubblicata sotto il nome switch, un’identità pseudonima. Nel mondo Bitcoin usare pseudonimi non è raro. Il problema nasce quando quella libreria entra nel punto più delicato di un prodotto di sicurezza e, anni dopo, si scopre un legame tecnico molto forte con il responsabile tecnico dell’azienda.

Peter Gray prima di Coinkite
Profilo pubblico storico di Peter Gray, all’epoca cofondatore e responsabile tecnico di Ripe Apps. Nella schermata compare anche un numero verificato mascherato con finale “44”, dettaglio poi confrontato con altri account. La coincidenza, da sola, non prova nulla.
Vecchi post mostrano switch parlare di libngu, ringraziare DocHex (Peter Gray) per modifiche al codice e ipotizzare che la libreria potesse essere utile a Coldcard. In seguito, Coldcard ringraziò pubblicamente switch per alcune funzioni del firmware. Questo crea il primo ponte visibile tra lo pseudonimo, Peter Gray e il prodotto. Nel dialogo pubblico su GitHub del 21 ottobre 2020, DocHex chiede a switch se Coinkite possa usare il codice e inviare modifiche.

I vecchi post di switch
I messaggi precedono il disastro di anni e mostrano un rapporto diretto con DocHex, libngu e Coldcard.

Coldcard ringrazia switch
Uno degli archivi sociali che riportano il legame pubblico fra l’account switch e gli aggiornamenti Coldcard.
Il passaggio successivo non riguarda fotografie o somiglianze. Riguarda una firma crittografica. Una firma GPG è un sigillo digitale: per crearla serve la chiave privata corrispondente. Il nome scritto su un commit può essere falsificato in pochi secondi; una firma valida no, a meno che la chiave privata non sia stata condivisa.

La schermata originale della verifica GPG
Il riepilogo tecnico pubblicato online mette a confronto commit firmati come switch e commit firmati come Peter D. Gray.
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Che cosa dice, in italiano La stessa chiave firma due identità
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È qui che la vecchia conversazione tra DocHex e switch cambia significato: se le identità erano controllate dallo stesso operatore, il responsabile tecnico di Coinkite avrebbe chiesto pubblicamente al proprio pseudonimo il permesso di usare la libreria. Non è una prova del furto. È però una domanda seria sulla reale indipendenza della revisione del codice.
Gli avvertimenti prima del disastro
Il punto più pesante delle nuove ricostruzioni non è soltanto che il bug fosse pubblico. È che, secondo testimonianze e post pubblici, almeno due persone avevano già sollevato dubbi prima dei furti.
Il dubbio del 2021
Una segnalazione riportata dalla comunità avrebbe contestato già nell’aprile 2021 la sostituzione del vecchio codice crittografico, molto studiato, con libngu, una libreria nuova e con una cronologia di modifiche poco chiara. Al momento non disponiamo in questa pagina dell’intera conversazione originale verificabile, quindi la trattiamo come elemento da confermare.
L’avviso del 2025
Più documentato è il racconto di James O’Beirne. Dice di aver controllato la provenienza dei numeri casuali nel maggio 2025, di aver trovato sospetta libngu e di aver espresso dubbi sul reale utilizzo del generatore fisico. Consigliò di rimuovere la libreria. La risposta che riferisce di aver ricevuto fu: se ci fosse stato un problema, «lo avremmo già saputo».
Questa frase non prova che Coinkite conoscesse la vulnerabilità esatta. Prova però che il tema della sorgente casuale era stato sollevato più di un anno prima del drenaggio. Da quel momento la domanda non è più soltanto «come avete potuto non accorgervene?», ma anche «che cosa venne verificato dopo quell’avvertimento?»
La correzione che ha richiesto altre correzioni
Dopo il furto Coinkite ha pubblicato firmware d’emergenza. Nei giorni successivi, il repository ufficiale ha ricevuto ulteriori proposte per gestire correttamente gli errori del generatore fisico. Questo non significa che il dispositivo venisse distrutto per sempre da un singolo errore; significa però che una correzione preparata sotto pressione ha avuto bisogno di un secondo giro di interventi.
Che cosa può essere successo? Tre scenari
La storia non è completa. Ma le informazioni disponibili permettono di costruire tre ipotesi, dalla più ordinaria alla più grave.
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Quasi duemila bitcoin e la rabbia scritta nella blockchain
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Bilancio provvisorio ≈ 1.816 BTC Rimossi da oltre 5.200 indirizzi secondo i tracciamenti riportati il 4 agosto. Il totale resta provvisorio e potrebbe cambiare.
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Attenzione
La sezione seguente contiene riferimenti a
minacce violente
e alla perdita di ingenti risparmi.
Questi contenuti vengono riportati esclusivamente per documentare
il caso Coldcard e mostrare il clima di tensione generato dalla vicenda.
Se preferisci evitare questo tipo di contenuti, puoi saltare la parte successiva dell’articolo. |

Un messaggio inviato direttamente all’indirizzo del ladro
Il testo è stato registrato nella blockchain tramite OP_RETURN. Non sappiamo chi lo abbia scritto e non costituisce una prova sull’identità dell’attaccante. Vedi il post originale che segnalò la transazione.
Traduzione del messaggio
«Ora so chi sei. Verrò lì e ti accoltellerò agli occhi in diretta davanti al mondo. Non soffrirai soltanto per un minuto: ti renderò paraplegico, ti farò soffrire per settimane e morire di fame mentre noi festeggiamo. Te la sei cercata, A.»
È un testo terribile. Ma aiuta a capire il livello umano del disastro: qualcuno potrebbe aver perso i risparmi di una vita e ha scelto di lasciare la propria rabbia in un registro che nessuno può cancellare.
“Non fidarti, verifica”: che cosa cambia per chi custodisce bitcoin
Il caso Coldcard non dimostra che l’autocustodia sia sbagliata. Dimostra che anche l’autocustodia può avere un punto di fiducia nascosto: il produttore che genera il seed.
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Generare la propria entropia
Una seed può essere generata partendo da entropia fisica, per esempio con dei dadi, riducendo la dipendenza dal generatore casuale del dispositivo. La procedura deve essere eseguita correttamente e offline: lanci indipendenti, risultati privati e nessuna fotografia o copia salvata online.
La guida spiega la generazione di 256 bit di entropia, il calcolo del checksum e la conversione nella seed BIP39.
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Multifirma con produttori diversi
In una configurazione 2-su-3, il difetto o la compromissione di una singola chiave non è sufficiente per spendere i fondi. La protezione contro problemi specifici di un produttore è davvero efficace solo usando dispositivi di aziende differenti e backup separati.
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Aggiornare il firmware non basta
Aggiornare il firmware di una Coldcard vulnerabile impedisce al dispositivo di generare nuovi seed deboli, ma non rende sicure le parole già generate. In quel caso bisogna creare un nuovo seed in condizioni sicure e spostare i fondi nel nuovo wallet.
L’aggiornamento corregge la generazione futura: non modifica e non mette in sicurezza un seed esistente.
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Un vecchio messaggio del 2021 che oggi fa impressione
Nello scambio, Coldcard descrive un “retirement attack” come il caso in cui i creatori del progetto potrebbero avere o inserire un “errore” nella generazione dell’entropia per recuperare i fondi in seguito. È molto simile al tipo di rischio che si è poi materializzato nel 2026: un difetto nella generazione del seed che rende le chiavi ricostruibili. Non dimostra che l’errore fosse intenzionale, ma è un altro documento che, riletto oggi, fa inevitabilmente nascere domande
Traduzione del passaggio centrale
«È quando i creatori del progetto potrebbero avere un “errore” nella generazione dell’entropia, da usare per recuperare i fondi in seguito». Subito sopra, Coldcard suggeriva di generare il seed con i dadi se l’utente non si fidava del generatore casuale del dispositivo.
La nostra conclusione: qualcosa non torna
Non abbiamo prove sufficienti per affermare che il furto sia stato organizzato dall’interno di Coinkite. Ma, dopo aver ricostruito la storia, sarebbe altrettanto poco serio liquidare tutto come un semplice incidente sfortunato.
Una libreria poco esaminata entra nel punto più delicato del sistema. La creazione del seed viene spostata proprio sul percorso vulnerabile. Emergono identità pseudonime collegate tecnicamente alle stesse persone. Alcuni segnali vengono sottovalutati, altri apparentemente ignorati. Quando il caso esplode, arrivano messaggi minimizzanti, correzioni, post cancellati e una comunicazione che lascia spazio a dubbi ancora maggiori.
Presi singolarmente, molti di questi elementi possono avere una spiegazione innocente. Presi tutti insieme, però, fanno sentire una chiara puzza di bruciato.
La nostra impressione è che questa storia sia tutt’altro che conclusa. Le analisi del codice continueranno, gli indirizzi verranno seguiti sulla blockchain, vecchi messaggi e modifiche saranno riesaminati e nuove testimonianze potrebbero cambiare ancora il quadro. Forse emergerà soltanto una catena impressionante di errori, superficialità e pessime decisioni. Forse verrà fuori qualcosa di più grave. Oggi non possiamo dirlo.
Possiamo però dire una cosa: chi custodisce bitcoin non dovrebbe mai essere costretto a fidarsi ciecamente di un produttore, di una reputazione o di uno slogan. “Don’t trust, verify” vale anche per gli hardware wallet. E il caso Coldcard lo ha ricordato nel modo più doloroso possibile.
Fonti principali e limiti della ricostruzione
Alcuni elementi — in particolare la segnalazione del 2021 e il presunto gruppo di messaggistica creato nel 2025 — circolano in ricostruzioni pubbliche ma non sono accompagnati qui da documentazione primaria completa. Sono quindi trattati come piste, non come fatti conclusivi.
Segnali dal Villaggio è curata da Alessandro Angeli e Valerio Dalla Costa.
